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Published on May 2019

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  1. AUGUST KLUGHARDT ( 1847 - 1902 )
    Romanze - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - bass clarinet, Ruta Stadalnykaite - piano
  2. CESAR FRANCHI ( ? - ? )
    Élégie - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Thomas Aber - bass clarinet, Robert Pherigo - piano
  3. PAUL JEANJEAN ( 1874 - 1928 )
    Duo de Concert - for soprano clarinet, bass clarinet, and piano. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - clarinet, Thomas Aber - bass clarinet, Ruta Stadalnykaite - piano
  4. JULES PILLEVESTRE ( 1837 - 1902 )
    Premier Offertoire - for bass clarinet and organ. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - bass clarinet, Pietro Pasquini - organ
  5. JOHANN ORLAMÜNDER ( 1815 - 1889 )
    Romance - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - bass clarinet, Ruta Stadalnykaite - piano
  6. ALEXANDRE-SYLVAIN PETIT ( 1864 - 1925 )
    Évocation - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Thomas Aber - bass clarinet, Robert Pherigo - piano
  7. FRANÇOIS RASSE ( 1873 - 1955 )
    Lied - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - bass clarinet, Ruta Stadalnykaite - piano
  8. DAVID BENNETT ( 1892 - 1990 )
    Deepwood - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Balthasar Hens - bass clarinet, Hsiao-Yen Chen - Piano
    with kind permission of Dreyer Gaido Musikproduktionen
  9. CAMILLE SAINT-SAËNS ( 1835 - 1921 )
    Air “O beaux rêves évanouis” - for bass clarinet and piano. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - bass clarinet, Ruta Stadalnykaite - piano
  10. DANIEL BONTOUX ( 1872 - 1956 )
    Bénédiction nuptiale - for soprano clarinet, bass clarinet and organ. Listen on Spotify
    Stefano Cardo - clarinet, Thomas Aber - bass clarinet, Pietro Pasquini - organ
  11. YORK BOWEN ( 1884 - 1961 )
    Phantasy Quintet - for bass clarinet and string quartet. Listen on Spotify
    Balthasar Hens - bass clarinet, Liliencron-Quartett - string quartett
    with kind permission of Dreyer Gaido Musikproduktionen
    I. Allegro moderato
  12. YORK BOWEN ( 1884 - 1961 )
    Phantasy Quintet - for bass clarinet and string quartet. Listen on Spotify
    Balthasar Hens - bass clarinet, Liliencron-Quartett - string quartett
    with kind permission of Dreyer Gaido Musikproduktionen
    II. Allegro con spirito, non troppo
  13. YORK BOWEN ( 1884 - 1961 )
    Phantasy Quintet - for bass clarinet and string quartet. Listen on Spotify
    Balthasar Hens - bass clarinet, Liliencron-Quartett - string quartett
    with kind permission of Dreyer Gaido Musikproduktionen
    III. Allegro moderato ma più tranquillo

Reviews

FONO FORUM 03/20 - KAMMERMUSIK

Toward the Empyrean Heaven. Werke
für Bassklarinette von Klughardt, Franchi, Jeanjean u.a.; S. Cardo, T. Aber, B. Hens, Liliencron-Quartett u.a. (2012/16); Urania

Musik ****

Klang ****

Die Bassklarinette ist das ausdrucksvollste der tiefen Blasinstrumente, man denke nur daran, wie wunderbar Wagner sie im Orchester eingesetzt hat. Aufgrund seiner komplizierten Mechanik war das Instrument jedoch relativ spät ausgereift. Da war das goldene Zeitalter der Bläservirtuosen vorbei. Die vorliegende Produktion enthält zehn Genrestücke mit Klavier- und, besonders reizvoll, Orgelbegleitung. Die Überraschung ist das im Geiste Brahms geschriebene Quintett für Bassklarinette und Streichquartett von York Bowen. Ein liebevoll und wunderschön musiziertes Instrumentenporträt.
                                                                                   Holger Arnold
© FONO FORUM

musicvoice.it 
08/07/2019
In nome della modernità: la musica popolare e l’evoluzione degli strumenti
(versione integrale)

AA.VV. – Toward the Empyrean Heaven

Stefano Cardo, Thomas Aber, Balthasar Hens (clarinetto basso) – Ruta Stadalnykaite, Robert Pherigo, Hsiao-Yen Chen (pianoforte) – Pietro Pasquini (organo) – Liliencron-Quartett der Stuttgarter Philharmoniker

CD Urania Records LDV 14049

Giudizio artistico 4/5

Giudizio tecnico 5/5

[...]
Il processo evolutivo nell’arte musicale è anche quello che riguarda l’evoluzione stessa degli strumenti musicali, un particolare questo che spesso non viene considerato con la dovuta importanza. E questo vale soprattutto per quel segmento temporale che investe quasi tutto il diciannovesimo secolo, ossia quando vennero apportate le maggiori modifiche e migliorie a livello organologico. Pensiamo solo allo sviluppo del pianoforte, degli strumenti a fiato, degli ottoni, delle percussioni, al progressivo passaggio delle cordature in acciaio negli strumenti ad arco e capiremo meglio, di conseguenza, l’evoluzione di un genere come quello della musica sinfonica, oltre a quello cameristico, quando, per ciò che riguarda quest’ultimo, l’apporto tecnico fornito a uno strumento in particolare ne permette il suo utilizzo non più in chiave di mero accompagnamento, ma in qualità di solista o quantomeno con un ruolo da protagonista.

Un processo di evoluzione, questo, che è rappresentato assai bene da uno strumento musicale assai particolare, il clarinetto basso, appartenente alla famiglia degli aerofoni ad ancia semplice, che viene sovente confuso con il corno di bassetto. Fu Adolphe Sax a definire nella sua costruzione moderna questo strumento nella prima metà dell’Ottocento, dopo che Saverio Mercadante era stato il primo a utilizzarlo nel 1834 nell’opera lirica Emma d’Antiochia. Ma se nel corso di quasi tutto il XIX secolo il clarinetto basso fu usato esclusivamente all’interno della sezione dei fiati a livello orchestrale (si pensi al suo utilizzo da parte di Meyerbeer ne Gli Ugonotti, di Verdi nell’Aida, nell’Ernani, nell’Otello, in Macbeth e ne La forza del destino, di Čajkovskij nel celebre dialogo con la celesta nell’episodio “Danza della Fata Confetto” dello Schiaccianoci e di Wagner, soprattutto nel Tristano e Isotta e ne La Valchiria), è solo a partire dagli ultimissimi anni dell’Ottocento che il clarinetto basso assume una posizione più privilegiata e importante nell’esecuzione musicale in chiave cameristica.

Ed è ciò che ci racconta e ci fa ascoltare questa nuova registrazione della Urania Records, Toward the Empyrean Heaven, dedicato al clarinetto basso nella musica cameristica di fine Ottocento e della prima metà del secolo successivo. Certo, gli autori, a parte Camille Saint-Saëns, la cui aria O beaux rêves évanouis dall’opera Étienne Marcel, trascritta per clarinetto basso e pianoforte dal connazionale Alfred Piguet, non sono famosi, se non per coloro che amano e conoscono il repertorio di questo strumento a fiato. Si va così da August Klughardt al carneade Cesar Franchi (del quale si ipotizza addirittura il nome di battesimo, in quanto non si conosce per certo nemmeno quello), dal “leggero” David Bennett, ai francesi Jules Pillevestre e Daniel Bontoux, che sfruttarono il timbro grave e seducente dello strumento a favore della musica spirituale, se non sacra, con tanto di accompagnamento organistico, fino ad altri volenterosi autori quali Paul Jeanjean, Johann Orlamünder, Alexandre-Sylvain Petit e François Rasse, capaci di far confrontare il clarinetto basso con il pianoforte.

Certo, non bisogna dimenticare che il clarinetto basso vanta un’estensione che non gli permette di esplorare a fondo il registro medio-acuto, come avviene invece per il clarinetto, e questo lo si può constatare ascoltando i brani in programma, che hanno invece lo scopo di far scoprire questo strumento a chi non lo conosce o non riesce a distinguerlo bene all’interno di una compagine orchestrale. Ma il discorso cambia, e anche il giudizio stesso, quando invece si ascolta l’ultima composizione del CD in questione, ossia il Phantasy Quintet per clarinetto basso e quartetto d’archi di York Bowen, nel quale, sostenuto adeguatamente dai quattro strumenti ad arco, il timbro e l’estensione dello strumento a fiato si amalgamano in modo più omogeneo all’interno della tessitura e del fraseggio, facendo comprendere meglio il suo fascino e la portata non solo simbolica, ma anche espressiva di questo strumento.

A reggere le sorti dell’ora di ascolto, quanto dura questa registrazione, ci pensano i bravissimi interpreti, a cominciare da Stefano Cardo, clarinetto basso dell’Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala di Milano, così come i clarinettisti Thomas Aber e Balthasar Hens, autentiche autorità in fatto di clarinetto basso, in grado di dominare (è il caso di dirlo) uno strumento musicalmente così ostico e impegnativo, al punto di evidenziarne l’aspetto virtuosistico (si ascolti, a tale proposito, Deepwood del già citato David Bennett). Accanto a loro ci pensano, a livello di accompagnamento, Ruta Stadalnykaite, Robert Pherigo e Hsiao-Yen Chen al pianoforte e Pietro Pasquini all’organo, senza dimenticare l’ottima prova da parte del Liliencron-Quartett der Stuttgarter Philharmoniker (che ci fa capire per quale motivo le compagini orchestrali tedesche suonano come un padreterno).

La presa del suono ha il merito di evidenziare al meglio il particolare timbro del clarinetto basso; questo avviene grazie a una dinamica del tutto energica, scevra da enfasi e colori che non appartengono allo strumento (merito anche di una corretta microfonatura) e a un dettaglio che valorizza la matericità e la fisicità dello strumento a fiato. Anche il palcoscenico sonoro permette una corretta ricostruzione dell’evento, così come l’equilibrio tonale.

Andrea Bedetti

THE CLARINET
DECEMBER 2020
RECORDINGS -REVIEWS

Toward the Empyrean Heaven: Rediscovered Gems for the Bass Clarinet.
Stefano Cardo, clarinet and bass clarinet; Thomas Aber, bass clarinet; Balthasar Hens, bass clarinet; Ruta Stadalnykaite, piano; Robert Pherigo, piano; Hsiao-Yen Chen, piano; Pietro Pasquini, organ; Lilienchron Quartet of the Stuttgarter Philharmonic. A. Klughardt: Romanze; C. Franchi: Élégie; P. Jeanjean: Duo de Concert; J.
Pillevestre: Premier Offertoire; J. Orlamünder: Romance; A.S. Petit: Évocation; F. Rasse: Lied; D. Bennett:
Deepwood; C. Saint-Saëns: Air “O beaux réves évanouis”; D. Bontoux: Bénédiction nuptial; Y. Bowen:
Phantasy Quintet. Urania Records, LDV 14049. Total Time: 60:47

This album is an example of collaboration in an underexplored part of our repertoire: bass clarinet music pre-1956. It represents part of a larger project to deepen the awareness and understanding of classic repertoire for the bass clarinet. The project includes artists Stefano Cardo, Thomas Aber and Balthasar Hens, and scholar Jean-Marie Paul. This album is the first of three planned by the International Bass Clarinet Association. Many of the works on this album are premiere recordings. The album contains works from a narrow window between the late 19th to early 20th century, but the performances have enough variety to provide noticeable differences within the same compositional language.
Pianist Ruta Stadalnykaite’s stately introduction perfectly sets up Stefano Cardo’s rendition of August Klughardt’s Romanze. Cardo’s tone is warm and deep, enhancing the lyrical and vocal nature of the work. His playing is very expressive and there is an enviable evenness between the various registers on the instrument. Thomas Aber’s interpretation of Cesar Franchi’s Élégie is tender and heartfelt, with hints of melancholy. Aber’s control of the upper register timbre and intonation is superb. Jeanjean’s Duo de Concert offers the first variety of instrumentation. Jeanjean’s work is scored for soprano clarinet, bass clarinet, and piano and is performed by Cardo on soprano and Aber on bass. The accuracy of the octave intonation throughout the work is apparent and impressive. Aber’s solo passagework contains the same lyricism heard in Franchi’s Élégie, with Cardo enhancing the texture and sharing the lead with Aber. At times one can’t clearly discern who is the top voice. Continuing with the varied instrumentation, this album gave me a first: Jules Pillevestre’s Premier Offertoire for bass clarinet and organ. This is the first time I have heard that combination and I could not help but smile at the almost carousel-like character the texture creates in the short but sweet work. Cardo and organist Pietro Pasquini achieve a truly unique timbre on this work that is charming and enjoyable.
Johann Orlamünder’s Romance again showcases Cardo’s warm and rich tone. Here the playing is especially notable for the core in the softer sections. His playing is equal parts delicate and sensitive. The same can be said for his performances of François Rasse’s Lied and Saint-Saëns’s Air “O beaux réves évanouis.”
Aber’s playing in Alexandre-Sylvain Petit’s Évocation is stirring and gentle. Several short cadenzas allow Aber to fully display his control of the bass clarinet. Balthasar Hens’s version of Deepwood gives a sense of levity and true contrasting character that highlights the bass clarinet’s technical capabilities. Hens’s passagework is fluid and seamless and his interpretation effectively balances the technical passages, lyrical sections and quasi-jazz segments of this work. Daniel Bontoux’s Bénédiction nuptial reintroduces the organ and again features Cardo on soprano clarinet and Aber on bass clarinet. York Bowen’s Phantasy Quintet for bass clarinet and string quartet serves as the final and longest offering on the album. Hens is again the featured bass clarinetist. The first movement contains melodic lines with forward momentum that recall the works of Richard Strauss. In the second movement, Hens’s technical abilities make what are surely complex passages sound effortless. The final movement of the work ends the album with an autumnal sense, warm and introspective. Toward the Empyrean Heaven, both the album and its underlying project, is surely to the benefit of a player looking for an example of high-caliber bass clarinet playing and repertoire that is accessible to students and professionals. The brevity of many of the works on the disc, usually three to five minutes, allows for a fair number of pieces to be included on a single album and gives opportunity for all three bass clarinetists to be featured. I look forward to seeing more from this collaborative project. The album is readily available on Spotify, on iTunes, or through an online music store. For more about the project visit www.circb.info.

Cody Grabbe

© Copyright International Bass Clarinet Association - I.B.C.A. & International Bass Clarinet Research Center - C.I.R.C.B.

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